Metodo di lavoro e strumenti di lavoro

Metodologie di indagine e di studio che verranno attuate durante le lezioni di storia e filosofia
a.s. 2016/2017

Nell’approccio ai contenuti risulterà determinante la lezione mattutina. Tutto ciò che viene spiegato, indicato, suggerito fa parte integrante delle conoscenze che vanno acquisite. Segue una descrizione più dettagliata delle risorse che abbiamo a disposizione per un buon approccio alle materie.

1 strumenti per la conoscenza delle discipline.

1.1 le lezioni del docente: ovvero gli appunti da parte dello studente.

Diverse problematiche verranno impostate ex novo a lezione. Quindi risulta essenziale seguire con attenzione la lezione stessa ed imparare a prendere adeguatamente gli appunti. Peraltro, sarà soprattutto a lezione che, mediante domande e risposte ai relativi dubbi, si potranno chiarire i passaggi più complessi della materia. Con uno slogan potremmo dire: “Si capisce a lezione, si interiorizza a casa”. Fondamentali saranno le domande che gli studenti porranno a chiarimento di quanto studiato; esse saranno sollecitate e verrà dato ampio spazio, nei limiti del possibile, al dibattito e alle chiarificazioni che seguiranno. E’ importante la presenza attiva a lezione da parte dello studente, in quanto i programmi assumeranno sempre più un tono di carattere sintetico. Verranno individuati alcuni punti ritenuti essenziali e attorno a questi saranno sviluppati approfondimenti e analisi critiche. Sulla restante parte del programma si procederà con rapide descrizioni globali. Pertanto sarà essenziale che lo studente “percepisca” queste scelte programmatiche, per poi elaborare il proprio studio con profitto e senza disperdere energie. Non è sufficiente ovviamente la lettura del manuale, occorre invece capire e seguire il “percorso” proposto dall’insegnante.

N.B.: per facilitare il seguire le lezioni, per poterle riprendere eppure ascoltare anche inc caso di assenza, verranno registrate ogni qual volte possibile e messe a disposizione degli studenti, mediante lo strumento del dropbox su cui verranno date istruzioni in classe (ma vedi anche qui)

1.2 Il manuale.

E’ uno strumento, nonostante quanto sopra affermato, essenziale, poiché permette una più piana, completa e meditata presentazione dell’argomento. Va usato non come un “testo sacro” da cui non si deve uscire o in cui si spera sia riassunto tutto il sapere, ma come “uno” strumento utile per la comprensione degli autori, da valutare e da comprendere. Premetto in particolare di acquisire rigore nel linguaggio e precisione terminologica. Dunque va affiancato all’uso degli appunti.

1.3 Le dispense.

Spesso verranno fornite brevi dispense, elaborate dall’insegnante; potranno essere di due tipologie.
Alcune saranno di pura sintesi dei contenuti; la loro funzione sarà quella di economizzare il lavoro di studio, laddove si debbano affrontare rapidamente ampie parti del programma. Andranno utilizzate come supporto per la memorizzazione insieme al manuale o in vece del manuale, troppo prolisso su alcuni punti.
Altre, invece, avranno la funzione di sollecitare un approfondimento e una rielaborazione critico-teoretica e si configureranno come una sorta di proposta teoretica del docente. Esse sono funzionali ad uno studio critico e profondo della materia; tendenzialmente metteranno in connessione più autori relativamente ad alcune problematiche. Le prime dovrebbero semplificare il lavoro; le seconde aprire nuove prospettive.

1.4 I testi classici.

In filosofia la lettura procederà secondo due prospettive. Da una parte saranno letti ampi passi o opere integrali; dall’altra invece si effettueranno brevi citazioni a supporto di quanto viene spiegato. Nel primo caso i classici sono uno studio a sé stante e permettono, analogamente alle dispense già descritte, un approfondimento critico della materia. Inoltre permettono un incontro diretto con il “genio” dell’autore studiato. Nel secondo caso apportano forza teoretica e chiarezza alla lezione; lo scopo qui è individuare espressioni suggestive, evocative, oppure cristalline nella loro chiarezza.
Per storia il discorso è pressoché analogo; le differenze dovute alla diversa conformazione della disciplina consistono metodologicamente in una più stretta attenzione al manuale o a testi di critica storica per la documentazione (dati, eventi, strutture economiche, culturali e politiche). Anche in storia si cercherà di mostrare come sia necessaria una riflessione sui fatti e non una mera riproposizione degli stessi. Di grande utilità, in questo senso, sarà l’utilizzo dell’impianto storiografico.

2 Strumenti di verifica del lavoro svolto.

2.1 Verifiche a lungo periodo

Le verifiche saranno sia orali che scritte. Queste ultime potranno configurarsi come test a risposta chiusa o come questionari a risposta aperta in cui lo studente dovrà strutturare un percorso con una certa autonomia di riflessione. In entrambi i casi si mirerà a dare una valutazione di ampio raggio sulle capacità dell’alunno (mnemoniche, critiche, espressive, logiche, intuitive, ecc.). La cadenza delle verifiche varierà a seconda dei tempi che oggettivamente saranno disponibili all’interno della concreta organizzazione del lavoro. Il voto verrà motivato ogni volta e sarà spiegato allo studente. Sia le verifiche scritte che quelle orali saranno dunque programmate, secondo un calendario concordato con gli alunni.

Prosegue la novità nella formulazione delle valutazioni, introdotta già alcuni anni fa.

Il voto sarà la risultante di tre valutazioni conferite ad ogni prova e secondo tre criteri validi per tutte le prove, ma con un differente peso. I criteri in oggetto saranno i seguenti:
CONOSCENZA DEI CONTENUTI: si intende la conoscenza delle notizie specifiche relative all’argomento. Si valuta la presenza, la completezza, l’unità organica di tali conoscenze.
ABILITÀ ESPRESSIVE: si intende soprattutto la capacità e l’abilità dello studente di sviluppare un discorso costruito su vocaboli esatti, efficaci e pertinenti. Inoltre si considera la scioltezza e la sicurezza nell’elaborare le proprie scelte espressive.
CAPACITÀ LOGICHE: si intende soprattutto la capacità e l’abilità dello studente di sviluppare rigorosi percorsi logici e consequenziali. Inoltre si valorizza la capacità intuitiva, la creatività nel problematizzare e nel rintracciare percorsi di risposta.
Questa divisione ha dimostrato di poter chiarire meglio le effettive competenze acquisite dallo studente e quindi permette una più adeguata auto-correzione dei propri errori di approccio alla materia.
I tre criteri avranno ad ogni verifica un determinato peso percentuale, a seconda della tipologia della verifica. Tale peso verrà indicato preventivamente agli studenti dall’insegnante.
Tale novità rende il voto più trasparente e rende lo studente consapevole di ciò che deve fare per ottenere una buona valutazione.

2.2 Verifiche a breve periodo

Oltre alla valutazione sopra descritta si intende seguire l’ulteriore novità introdotta quattro anni fa. Essa ha risposto con una certa efficacia all’esigenza di correggere la negativa abitudine da parte di molti studenti di accumulare lo studio solo in vista delle verifiche (previste). Anche quest’anno vi saranno le verifiche frequenti con domande brevi o test rapidi.
Naturalmente essi dovranno essere assai brevi (per esigenze di organizzazione dei tempi) e quindi non potranno essere paragonati alle verifiche ampie e pacate e su consistenti parti del programma, che abbiamo prima descritto.
Pertanto si procederà nel seguente modo. La media finale (su cui ci si basa, quale orientamento significativo, per conferire il voto di fine quadrimestre), sarà frutto per 1/3 della media di tutte le verifiche “brevi” (sicuramente assai numerose ma, singolarmente, meno rappresentative) e per 2/3 dalla media delle verifiche “a lungo periodo”, (quelle tradizionali).
In tal modo si intende incentivare uno studio più continuo e premiare quegli studenti che ottengono i loro risultati grazie ad un approccio pacato, meditato e coscienzioso alla materia.
Chi dovesse concedersi pause troppo ampie avrà un segnale concreto e inequivocabile, in termini di voto e di rendimento, che ciò non è opportuno.

In tale prospettiva la tradizionale scala di valutazione va reinterpreta in prospettiva di quanto progettato. Essa mantiene il suo valore, ma sarà ulteriormente chiarita dal maggior dettaglio dei voti conferiti.

2.3 SCALA DI VALUTAZIONE

si esprime qui il criterio di valutazione pur in chiave informale.

gravissima insufficienza (2-3): non conosce in alcun modo i contenuti proposti, traspare un disimpegno totale o quasi.
gravemente insufficiente (4): conoscenze lacunose, incapacità di determinare i tratti fondamentali del problema, scarse le abilità espressive e logiche dimostrate.
insufficiente (5): approccio al problema carente e non del tutto centrato, conoscenze disorganiche e superficiali, abilità logico-espressive non sufficientemente sviluppate. Si conoscono alcuni aspetti dei problemi senza tuttavia coglierne il senso specifico.
sufficiente (6): impegno costante con difficoltà superabili di ordine logico-espressivo oppure un impegno non del tutto adeguato con evidenti capacità logico-espressive rimaste tuttavia in gran parte allo stato potenziale.
discreto (7): impegno adeguato, espressione completa, anche se non del tutto rigorosa, della problematica, discrete abilità logico-espressive e di analisi o buone capacità non del tutto sviluppate.
buono (8): impegno adeguato ed approfondito, metodo di studio produttivo, analisi dettagliata del problema, capacità di sintesi originale e rigorosa.
ottimo/eccellente (9/10): impegno che deborda le argomentazioni affrontate, esposizione ricca ed organica, capacità di rielaborazione degli argomenti con originali vedute e chiarezza di principi. Sollecitazioni pertinenti e interessanti per il lavoro scolastico dell’intera classe.

3 Strumenti per il recupero

Una particolare importanza sarà data all’attività di recupero delle carenze che dovessero insorgere a causa di difficoltà sia personali che oggettive.
Per questo fondamentale è il lavoro in classe (domande, spiegazioni, ecc.). Ciò perché il rapporto umano tra persone alla ricerca del sapere è la prima grande risorsa per un cammino di crescita culturale ed umana.
Tuttavia si vuol potenziare tale aspetto anche con precise e specifiche modalità.
I due punti di riferimento principali saranno lo “sportello dello studente” e l’ “aiuto on line”, ad essi vanno aggiunte tutte le risorse presenti sulla vecchia homepage del prof.

3.1 Lo sportello dello studente

L’insegnante è a disposizione degli studenti che avvertiranno l’esigenza di approfondire e capire meglio contenuti su cui trovano difficoltà specifiche, anche malgrado le domande poste a lezione. Per questo è sufficiente, in via informale, accordarsi per una fine mattinata o primo pomeriggio a scuola.

3.2 L’ “aiuto on line”

Si potrà richiedere spiegazioni al docente e aiuto nella comprensione delle materie, del testo, ecc. attraverso l’uso della posta elettronica o dei social. L’ “aiuto on line” è un momento innovativo del processo di apprendimento, in cui l’utilizzo delle nuove tecnologie permette maggiore rapidità, personalizzazione ed efficacia nell’interazione docente-discente.

3.3 La homepage del docente.

Come si diceva sulla homepage personale del prof. si trovano numerosi strumenti di aiuto: dai questionari a test, sintesi, ecc. Essa intende essere una raccolta di sussidi che possono essere usati dagli studenti liberamente e secondo le loro più specifiche difficoltà. A ciò si aggiungeranno strumenti più immediati e specifici, posizionati nelle  pagine delle singole classi.

4 Intelligenza ed ironia

Tuttavia, gli strumenti sopra menzionati possono essere messi in discussione e subordinati a ben altro, come sembra suggerirci un celebre passo dello stesso Platone nella sua lettera VII. Rimandiamo al testo platonico, dando così al nostro discorso una ben maggiore profondità, per capire meglio cosa occorra per fare un bel percorso di studio (proficuo, interessante, ricco di sollecitazioni, affascinante, formativo, solido, ecc.) in filosofia e storia.

“Infatti insieme si apprendono queste cose, e la verità e la menzogna dell’intera sostanza, dopo gran tempo e con molta fatica, come ho detto in principio; allora a stento, mentre che ciascun elemento (nomi, definizioni, immagini visive e percezioni), in dispute benevole e in discussioni fatte senza ostilità, viene raffinato (sfregato) con gli altri, avviene che l’intuizione e l’intellezione di ciascuno brillino a chi compie tutti gli sforzi che può fare un uomo.”

Platone, Lettera VII

Questa ammonizione non può non avere profonda pertinenza con tutto il nostro lavoro.

Le indicazioni date infatti sono solo strumenti, ma nulla di ciò che faremo avrà senso reale, se non ci si rende disponibili ad un lavoro comune all’interno del quale sarà chiamata in gioco la propria personale intelligenza, la propria curiosità, la propria ricerca interiore.

Dopo queste considerazioni iniziali non resta che farci l’un con l’altro un non formale augurio di buon lavoro!

Riccione, lì lunedì 16 settembre 2016

Prof. Emanuele Polverelli

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