La portata rivoluzionaria della memoria

Per BuonaDomenica, uscita domenicale di BuongiornoRimini, ho intervistato l’amico e collega Marco Bellini. È l’inizio di una rubrica dal titolo “Tempi moderni” che andrà alla ricerca di volti riminesi – o della provincia – che, per mestiere o per passione, “pensano”. Dote rara oggigiorno e quanto mai necessaria in un tempo di urla e violenza.


È stato bello iniziare questo percorso con Marco Bellini, perché ne conosco le doti di studioso ed appassionato comunicatore. Se si tratta di riflettere e proporre una visione acuta e non banale del presente, si cade qui sul sicuro.

Il dialogo con il prof. Bellini è stato intrigante e, come sempre, avvolgente. L’intervista – una sintesi insufficiente delle tante questioni trattate nella lunga telefonata – getta una luce cupa e preoccupata sui tempi che stiamo vivendo, ma tiene acceso un filo di speranza grazie ad una dimensione non consueta: non dimenticare pezzi di realtà, non dimenticare gli ultimi, far memoria del dolore che ci lasciamo brutalmente alle spalle. Questo filo di memoria è il germoglio su cui costruire, fin da subito, un mondo diverso.
A questo link , l’articolo intero.

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